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La nuvola piccola
Nel cielo, sopra un piccolo paese, vive una nuvola. Si chiama Nina ed è molto piccola. È bianca, rotonda e leggera. Le altre nuvole, invece, sono grandi e grigie.
Ogni mattina le nuvole grandi parlano del lavoro del giorno. «Oggi faccio piovere sul bosco», dice una. «E io sul fiume», dice un'altra. Nina ascolta in silenzio, perché lei non sa fare la pioggia.
Un giorno Nina dice: «Anch'io voglio fare piovere!» Le nuvole grandi ridono. «Tu? Sei troppo piccola», dice Grigione, la nuvola più grande di tutte. «Tu puoi fare solo un po' d'ombra.»
Nina è triste. Va via con il vento e non guarda indietro. Il vento porta Nina sopra una casa gialla con un piccolo balcone.
Sul balcone c'è una bambina. Si chiama Sofia e ha sei anni. Davanti a lei c'è un vaso con un fiore rosso, ma il fiore sta male. Ha la testa bassa e le foglie secche.
«Povero fiore», dice Sofia. «Fa troppo caldo e non piove da tanti giorni.» Sofia va in cucina e prende un bicchiere d'acqua. Ma proprio in quel momento la mamma chiama: «Sofia, andiamo! La nonna aspetta!»
Sofia lascia il bicchiere sul tavolo della cucina e corre alla porta. Il fiore resta solo sul balcone, sotto il sole forte.
Nina guarda il fiore dall'alto e pensa: «Io posso aiutare.» Va davanti al sole, e sul balcone arriva un po' d'ombra. Il fiore sta meglio, ma ha ancora sete.
«Adesso devo fare la pioggia», pensa Nina. Ma come? Chiude gli occhi e pensa all'acqua: al mare, al fiume, al lago. Pensa forte, molto forte. Diventa un po' grigia, ma non cade neanche una goccia.
Il vento passa e ride. «Che cosa fai, piccola?» «Voglio fare piovere sul fiore di Sofia», risponde Nina. «Allora prima devi bere», dice il vento. «Le nuvole bevono l'acqua del mare.»
Il mare è lontano, ma Nina parte subito. Il vento porta Nina sopra i campi, sopra la strada e sopra il bosco. Dopo tante ore, ecco il mare: grande, blu e pieno di sole.
Nina beve, beve, beve. Piano piano diventa più grande e più grigia, e adesso è pesante come un sacco di patate. «Grazie, mare!», dice. Poi chiama il vento: «Vento, andiamo alla casa gialla, per favore!»
Il viaggio è lungo, perché Nina è pesante e il vento fa fatica. Sopra il bosco, Nina incontra Grigione. «Dove vai così grigia?», chiede la nuvola grande. «Da un fiore», risponde Nina, e continua il viaggio.
Finalmente ecco la casa gialla. Ecco il balcone, ed ecco il fiore rosso, con la testa sempre più bassa. Nina resta proprio sopra il vaso.
«Adesso!», dice, e comincia a piovere. Non è una grande pioggia: è una pioggia piccola piccola, solo per il balcone. Le gocce cadono sulle foglie, sul vaso e sulla terra. Il fiore beve e beve.
Nel pomeriggio Sofia torna a casa con la mamma e corre subito sul balcone. Il fiore ha la testa alta e le foglie verdi. Sopra il vaso c'è una piccola nuvola, e cadono le ultime gocce. «Mamma, guarda!», grida Sofia. «Piove solo sul nostro balcone!»
La mamma guarda il cielo e ride. «Che strano! C'è il sole su tutto il paese, e qui piove.» Sofia saluta la nuvola con la mano e dice: «Grazie, nuvola!»
Adesso Nina è di nuovo piccola e bianca, ma è molto felice. La sera torna dalle altre nuvole. «Ciao, piccola. Perché sei così contenta?», chiede Grigione.
«Perché anch'io sono una nuvola di pioggia, come voi», risponde Nina. «Una nuvola piccola, per un fiore piccolo.»
Grigione non ride più. Guarda Nina e sorride. «Brava», dice. «Non serve essere grandi per aiutare.» E da quel giorno, quando un fiore ha sete, le nuvole grandi chiamano Nina.





