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Otto pizze per nonno Gino
Nonno Gino ha settantotto anni e vive da solo in un piccolo appartamento a Bologna. Ha un gatto, Pepe, e un telefono molto vecchio. Il telefono ha i numeri grandi e non fa foto, ma per Gino va benissimo.
Oggi però è il suo compleanno, e sua nipote Sara arriva con un regalo. È un telefono nuovo, nero e molto bello. «Nonno, questo telefono è intelligente», dice Sara. «Tu parli e lui fa tutto.»
Gino guarda il telefono con un po' di paura. «Io parlo e lui fa tutto? Anche la spesa?»
Sara ride. «No, nonno. Però chiama le persone, mette la musica e dice che tempo fa. Devi solo dire “Telefono” e poi parlare.» Poi saluta il nonno e va al lavoro.
Adesso Gino è solo con il telefono nuovo. Pepe guarda il telefono, Gino guarda Pepe. «Allora, proviamo», dice Gino. Prende il telefono in mano e parla piano: «Telefono, che tempo fa oggi?»
«Oggi a Bologna c'è il sole, con ventidue gradi», risponde una voce di donna. Gino fa un salto sulla sedia, e Pepe scappa sotto il letto. «Mamma mia!», dice Gino. «Parla davvero!»
Più tardi, Gino vuole ascoltare un po' di musica. Ma sono le due, e la sua vicina, la signora Rosa, a quest'ora dorme sempre. Allora Gino dice: «Telefono, metti la musica piano.»
Subito parte una musica di pianoforte, fortissima. La casa è piena di note. «No, no! Piano! PIANO!», grida Gino. E il telefono mette un altro pezzo per pianoforte, ancora più forte.
Gino mette il telefono sotto un cuscino, ma la musica continua. Dopo un minuto qualcuno suona alla porta. È la signora Rosa, in pigiama e con i capelli in disordine.
«Gino, che cosa succede? Fai un concerto?» «Scusa, Rosa», dice Gino, tutto rosso. «È il telefono nuovo. Non capisce l'italiano!»
Rosa prende il telefono da sotto il cuscino e dice soltanto: «Telefono, basta!» E la musica finisce. «Vedi? Capisce benissimo», dice Rosa, e torna a dormire.
Il pomeriggio è lungo, e Gino ha fame. Di solito per cena mangia una minestra, ma oggi è il suo compleanno. «Stasera voglio una pizza margherita», dice a Pepe. Poi prende il telefono e parla forte e chiaro: «Telefono, ordina una pizza per le otto!»
«Ordino otto pizze margherita alla pizzeria Da Nando», risponde la voce. «Arrivano alle otto.» Gino non sente bene e dice: «Sì, sì, va bene.» Poi va in cucina e apparecchia la tavola per una persona.
Alle otto in punto suona il campanello. Davanti alla porta c'è un ragazzo con una montagna di scatole. «Buonasera! Otto pizze margherita per il signor Gino!»
Gino guarda le scatole, poi guarda il ragazzo. «Otto? Io voglio una pizza!»
«Ma l'ordine è questo: otto pizze», dice il ragazzo. «Sono quaranta euro.» Gino paga e prende tutte le scatole. Sulla tavola le pizze sono una sopra l'altra, alte come una torre.
Gino guarda la torre di pizze. «E adesso? Io e Pepe non possiamo mangiare otto pizze!» Il gatto sente il profumo della mozzarella e salta sulla sedia. Lui, almeno, è pronto.
Allora Gino ha un'idea. Prende il telefono e parla piano piano, molto chiaro: «Telefono... chiama... Sara.» Questa volta il telefono capisce. «Ciao, nonno! Come va con il telefono nuovo?», chiede Sara.
«Molto bene», dice Gino. «Adesso ho otto pizze. Vieni a cena? E porta anche Luca e i bambini.» Sara abita vicino, nella stessa strada. Non capisce niente, ma dice di sì.
Poi Gino mette le pizze nel forno caldo e va a suonare alla porta della signora Rosa. «Rosa, scusa per la musica. Oggi è il mio compleanno e ho troppe pizze. Vieni a cena?» «Arrivo subito», dice Rosa, «e porto il vino.»
Sulle scale Gino incontra anche il signor Bruno del terzo piano, con sua moglie Anna. «Avete fame?», chiede Gino. «Stasera faccio una festa: ho otto pizze!» Bruno e Anna ridono e vanno a prendere la chitarra.
Alle otto e mezza la piccola casa di Gino è piena di persone. Ci sono Sara e Luca con i due bambini, c'è la signora Rosa con il vino, e ci sono Bruno e Anna con la chitarra. Tutti mangiano, ridono e cantano, e i bambini dividono una pizza. Sotto la tavola, Pepe mangia un pezzo di mozzarella.
Gino racconta la storia della musica e delle otto pizze, e tutti ridono ancora di più. «Allora, nonno, questo telefono ti piace o no?», chiede Sara. Gino guarda tutte quelle persone intorno alla tavola e sorride. «Mi piace moltissimo», dice.
Alla fine della serata, sulla tavola c'è ancora una pizza. Gino prende il telefono e dice: «Telefono, grazie per la festa!» «Prego», risponde la voce. «Vuoi ordinare altre otto pizze?»
«NO!», gridano tutti insieme. E anche Pepe, dalla sua sedia, dice: «Miao!»






