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Il segreto degli arancini
Ogni anno, ad agosto, nel paese di Nina, vicino a Catania, c'era la sagra dell'arancino. Per tre giorni le strade si riempivano di musica, di luci e di profumo di cibo fritto. L'ultima sera c'era il concorso per il miglior arancino del paese.
Da dodici anni vinceva sempre la stessa persona: la signora Teresa, la vicina di casa di Nina.
Quell'estate, però, Teresa aveva male alle mani. Non riusciva più a fare le palline di riso.
— Quest'anno non partecipo — ha detto a Nina, triste.
— Ma come? Lei è la campionessa! — ha risposto Nina.
Nina aveva undici anni e non sapeva cucinare. Ma aveva un'idea.
— Signora Teresa, mi insegna? Io uso le mani, e lei mi dice cosa fare.
Teresa l'ha guardata a lungo. Poi ha sorriso.
Per una settimana, ogni pomeriggio, Nina è andata a casa di Teresa. Ha imparato a cuocere il riso con lo zafferano, a preparare il ragù e a dare la forma giusta: tonda, non troppo grande. Il primo giorno gli arancini si sono rotti nell'olio. Il secondo giorno erano crudi dentro. Nina voleva smettere.
— Gli arancini sono come gli amici — ha detto Teresa. — Ci vuole pazienza.
Il giorno del concorso la piazza era piena di gente. Nina era molto nervosa. Ha portato il suo piatto ai giudici, con Teresa accanto a lei.
Il presentatore ha letto i nomi. Terzo posto: il bar della piazza. Secondo posto: Nina e la signora Teresa. Primo posto: il signor Pino, il macellaio.
Nina era delusa. — Mi dispiace, signora Teresa. Per colpa mia non abbiamo vinto.
Ma Teresa rideva. — Delusa? Io sono felicissima! Dopo tanti anni, finalmente qualcuno conosce la mia ricetta. E l'anno prossimo vinciamo noi.
Poco dopo il signor Pino si è avvicinato con il suo premio.
— Signora Teresa, le dico un segreto. Da dodici anni provo a copiare i suoi arancini!
Hanno riso tutti e tre e poi hanno mangiato insieme gli arancini avanzati.




