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La zucca più grande del paese
A Borgo Lieto, un piccolo paese vicino a Mantova, ogni ottobre c'era la gara della zucca più grande. E da vent'anni i vincitori erano sempre gli stessi: un anno Augusto, l'anno dopo Renato. I due abitavano uno di fronte all'altro, avevano tutti e due un orto enorme e non si parlavano più dal 2004, l'anno della famosa lite per una zucca di centodieci chili.
Una mattina di settembre Augusto stava lavorando nel suo orto quando ha sentito un grido dall'altra parte della strada. È corso a vedere: Renato era per terra, tra le foglie della sua zucca, con le mani sulla caviglia.
— Tutto bene? — ha chiesto Augusto.
— Benissimo! — ha risposto Renato. Ma era bianco come un lenzuolo e non riusciva ad alzarsi.
Augusto l'ha portato all'ospedale con la sua vecchia macchina. La caviglia era rotta: Renato doveva stare a casa, con la gamba ferma, per un mese intero. Proprio l'ultimo mese prima della gara, il più importante per le zucche.
La prima sera Augusto ha guardato l'orto del vicino dalla finestra. La zucca di Renato era bellissima, ma la terra intorno era già secca. «Bene» ha pensato Augusto. «Quest'anno vinco io senza fatica.» Poi ha sospirato, ha preso il tubo dell'acqua ed è andato dall'altra parte della strada.
Renato l'ha visto e ha aperto subito la finestra.
— Ehi! Che cosa fai? Lascia stare la mia zucca!
— Sta' zitto e torna a letto — ha risposto Augusto. — Domani torno alle sette.
— Ma perché lo fai?
Augusto ha chiuso l'acqua.
— Perché voglio batterti in una gara vera. Vincere contro una zucca morta di sete non mi interessa.
Per un mese, ogni mattina e ogni sera, Augusto ha curato due zucche. All'inizio i due vicini non si dicevano molto. Poi Renato ha cominciato a dare consigli dalla finestra:
— Più acqua a destra! Metti la paglia sotto, così non si rovina!
— Lo so, lo so! — rispondeva Augusto. Però poi faceva sempre come diceva Renato.
Una sera Renato l'ha invitato in cucina a bere un bicchiere di vino. Hanno parlato fino a mezzanotte e hanno scoperto una cosa incredibile: nessuno dei due si ricordava più il vero motivo della lite del 2004.
Il giorno della gara tutto il paese era in piazza. Prima hanno pesato la zucca di Augusto: centoventidue chili. Applausi. Poi è arrivata quella di Renato, sopra un carretto, seguita da Renato con le stampelle. Il giudice ha guardato la bilancia due volte.
— Centoventidue chili! — ha gridato. — Parità! Non è mai successo!
Poi ha alzato la coppa e ha chiesto:
— E adesso a chi la do?
Renato ha guardato Augusto.
— La teniamo insieme — ha detto. — Sei mesi a casa mia e sei mesi a casa tua.
Augusto gli ha stretto la mano davanti a tutto il paese.
— D'accordo. Ma attento: l'anno prossimo vincerò io.
— Vedremo! — ha risposto Renato, ridendo.




